Il Consiglio dei ministri ha approvato uno schema di decreto che cambia le regole per la trasmissioni di video sul web e che assegna all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni il ruolo di sceriffo della Rete.
Lo scorso 17 dicembre, il Consiglio dei ministri ha approvato, su
proposta del Ministro dello Sviluppo economico, lo schema di decreto
legislativo di recepimento della direttiva 2007/65/CE, relativa ai
servizi di media audiovisivi.
Tra i contenuti in esame, una disciplina in materia di pubblicità
che prevede una riduzione graduale dei tetti di affollamento orario per
tutti i canali a pagamento, sia satellitari che terrestri, nel prossimo
triennio. Una proposta che da più parti è stata definita come decreto
anti-Sky. Ma c’è dell’altro. Lo schema di decreto contiene anche una
parte dedicata a Internet che cambia le regole per la trasmissioni di video sul web e che assegna all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni il ruolo di sceriffo della Rete.
Il PD si è scagliato contro la proposta del governo. Paolo Gentiloni
parla di un vero e proprio biltz affidato al decreto di recepimento
della direttiva UE sul product placement mediante il quale il governo
si accinge a modificare una parte rilevante della normativa su TV e
Internet, senza alcun coinvolgimento del Parlamento. Secondo
l’esponente dell’opposizione, il recepimento della direttiva è solo un
pretesto per accrescere gli affollamenti pubblicitari su Mediaset e
dimunuirli su Sky.
Altrettanto grave, ha sottolienato Gentiloni, è il blitz nei
confronti di Internet. Il decreto, infatti, sottopone la trasmissione
di immagini sul web a regole tipiche della televisione
e una preventiva autorizzazione ministeriale. Un’incredibile
limitazione dell’attuale modalità di funzionamento della Rete, ha
chiosato il parlamentare. Molto critico anche l’avvocato Guido Scorza.
[fonte WebmasterPoint]
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